Intervista a 8 bit: Andrea (La Fortuna)

E’ passato già qualche mese dalla sua ultima uscita, noi ci siamo risentiti con Andrea aka La Fortuna per parlare di tante cose ma soprattutto di capire quali sono state le maggiori influenze legate ai quattro pezzi che compongono il suo EP di debutto.
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È molto difficile per me scegliere 5 dischi che mi hanno cambiato la vita. Ogni disco che abbia ascoltato più di cinque volte è stato fondamentale per quello che scrivo come La Fortuna e per quello che voglio esprimere come musicista. Ne ho raggruppo alcuni, o almeno, ci ho provato.


“The Earth Is Not a Cold Dead Place” – Explosions In The Sky


Come molti notano, La Fortuna ha questa base di ambient quasi costante nelle canzoni. Riverberi e altro che, strutturandosi su più livelli, creano quello che è il vero e proprio luogo dove prende spazio la voce. Per questo il primo disco che mi verrebbe da dire è “The Earth Is Not a Cold Dead Place” degli Explosions In The Sky. Mi ha lasciato di sasso al primo ascolto, mi ha lasciato di sasso la prima volta che li ho visti dal vivo, e a distanza di anni ci trovo ancora nuove sfumature. Immenso. 


“Guilty of everything” – Nothing


Il secondo album è “Guilty of Everything” dei Nothing. Ufficialmente è stato il loro primo disco che mi è capitato sotto le mani, e son stato catturato subito da questo alone di leggerezza che mascherava un impatto sonoro devastante. Di loro, ritengo fondamentale questa sorta di maschera che si portano avanti, in bilico tra voci soffici e un muro di emotività che punta dritto verso di te. La prima volta che ho sentito B&E dal vivo non ci stavo credendo, non capivo più nulla. 


“The Devil And The God Are Raging Inside Me” – Brand New


Come terzo disco, senza neanche pensarci, dico “The Devil And The God Are Raging Inside Me” dei Brand New. Tralasciando tutte le questioni uscite fuori negli ultimi anni su Jesse Lacey, credo sia uno dei dischi più belli di sempre. Testi, musica, suoni, concept. Non c’è una cosa che non mi piaccia, e ogni ascolto è come il primo. A distanza di anni, continuo ad ascoltarlo in loop, forse proprio per quello che mi passa ogni canzone. Secondo me “Not The Sun” dovrebbe essere studiata a scuola sotto ogni punto di vista.


“La Fine Non è La Fine” – La Quiete


Anche se non canto in italiano (per ora!), una grossa fetta di me è di proprietà dello screamo italiano e, in particolare, dei La Quiete. Ovviamente i testi sono qualcosa che va oltre ogni concezione classica di testo, ma il loro approccio “vivo” alla scrittura mi ha segnato molto in profondità. Quel vivere la musica come soluzione per star bene, dopo tutto. Il primo ascolto loro è stato fatale per il sottoscritto, quindi dico “La Fine Non è La Fine”.


“Push The Sky Away” – Nick Cave & The Bad Seeds


Dulcis in fundo, non posso non nominare “Push The Sky Away” di Nick Cave. È un disco estremamente vario, e vorrei proprio scrivere un disco così “colorato”, qualcosa che possa muoversi senza sforzi dai Dire Straits verso i Morphine.